Le fiamme favorite da anni di abbandono dei territori. Erba incolta e poca sorveglianza

“Roma brucia ma non è una catastrofe: è una diretta conseguenza delle scelte politiche che hanno portato all’abbandono dei territori. Una politica che è mera legittimazione degli interessi di pochi e non della città”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, che spiega: “L’ultimo tremendo rogo, nel parco di Centocelle, è frutto della inconcludenza delle amministrazioni che si sono succedute, che in trenta anni non hanno saputo trovare una soluzione alternativa ai rottamatori presenti in un’area del pratone. E l’amministrazione non trova di meglio che suggerire ai cittadini di ‘chiudere le finestre’, glissando su quelle che potrebbero essere soluzioni strutturali. Non bastano i roboanti annunci che parlano di termovalorizzatore – continua Maritato – che seppur risolutivo richiede tempi lunghi di realizzazione. I romani vogliono celeri soluzioni decorose per la città. E la politica dovrebbe venire incontro agli interessi di chi vive a Roma. Non è venuta da quella parte, nessuna soluzione strutturale di sostenibilità ambientale che risolva prontamente i problemi. Si assiste soltanto a una propaganda di facciata sulla politica ‘green’, corredata di passerelle per nascondere i veri problemi a scapito della salute dei cittadini. Chiediamo una alternativa per Roma: investimenti per la raccolta differenziata, impianti di riciclo di materia, tutela del verde e assunzioni per i vigili del fuoco”, chiosa il presidente.

 

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