di Barbara Fabbroni

“Così. 50 anni domani. E tanto ancora da fare. Mi volto per ricordareÈ così. 50 anni domani. E tanto ancora da capire. Mi volto per non rinnegare”. La vita in fondo accade e nel suo accadere apre viatici interessanti e densi di mondo e possibilità. Marco Sciarretta trova la sua strada e riorganizza la sua vita con una scelta radicale affinché il suo sogno diventi possibilità vissuta. “Oggi sono consapevole della strada percorsa fino a qui: un percorso non sempre facile, ma fatto di passi che mi appartengono e che, in pianura o in salita, mi conducono nel viaggio della vita. Compio cinquant’anni senza la frenesia della gioventù, ma con la serenità e la pacatezza di aver vissuto abbastanza per sapere quanto sia preziosa la vita”. Tutto questo è l’esistenza della sua tramatura raffinata e imprevedibile che costruisce ricami e tessiture così uniche da dar vita a un itinerario intimo e assoluto. In fondo, solo nell’andare si può compiere il cammino, non è solo Antonio Machado ha insegnarci come costruire il proprio andare nella vita poiché Marco Sciarretta ci è maestro nel suo andare a Tenerife e trovare il suo centro di gravità permanente. Incontrare Marco è come assaporare le parole di Antonio Machado: “Viandante, sono le tue orme. Il cammino e nulla più. Viandante, non esiste sentiero: si fa la strada nell’andare. Nell’andare si segna il sentiero. E, voltando lo sguardo indietro, si scorge il cammino che mai si tornerà a percorrere. Viandante, non esiste sentiero, solo scie nel mare (A. Machado)”. L’intervista vi regalerà il mondo infinito di questo artista così incredibilmente unico.

“50 anni domani” e poi?

Ah … per il percorso musicale si va avanti con i vari progetti cercando di sfornare sempre qualche cosa di interessante. Per la vita, invece, si continua a godere sia della famiglia sia di questo paradiso nel quale vivo, l’isola di Tenerife.

Perché vivere a Tenerife?

Per un insieme di motivi. Il primo per cercare un clima migliore. A Tenerife è praticamente sempre primavera, con qualche punta di estate. Si sta molto bene, si dimenticano i riscaldamenti e i maglioni. Inoltre, essendo un’isola turistica si può vivere suonando. La musica è la mia grande passione e da qualche anno, fortunatamente, anche il mio lavoro.

Prima svolgevi più lavori?

In Italia ho gestito per quasi trent’anni dei locali, dove si suonava musica dal vivo. Avevo la possibilità sia di esibirmi sia di far esibire vari professionisti e amici.

All’estero è più facile vivere di musica? 

Per la mia esperienza posso dirti di si! Ovviamente non è che chiunque abbia appena imbracciato una chitarra può permettersi di andare a esibirsi. In un’isola turistica ci sono molti spazi dove poter suonare e soprattutto qui l’estate non dura solo tre mesi ma molto di più. Però c’è anche molta concorrenza, i turisti e i gestori dei locali sono abituati a sentire gente che si esibisce; quindi, bisogna avere qualcosa di interessante da proporre, non è che chiunque può avere la l’opportunità di lavorare e vivere grazie al lavoro di musicista.

Hai l’attitudine di scrivere brevi racconti in musica, che significa?

Di questa affermazione devo ringraziare Paola dell’ufficio stampa che mi segue: la 361comunication di Mauro Caldera. È stata lei a trovare questo sunto del mio modo di scrivere e fare musica e devo dire che ne sono fiero. È una frase che mi rappresenta abbastanza. Solitamente tendo a scrivere o cose che mi hanno riguardato, come dei piccoli momenti della mia vita, oppure cose di cui sono stato direttamente testimone. Ecco, difficilmente mi metto a scrivere di un fatto storico di qualche personaggio soltanto perchè ho letto di lui o perché mi è tornato alla memoria. Prettamente cerco di stare nel mio orticello, di trovare il materiale nelle storie che mi appartengono. 

Qual è il tuo pubblico?

Il mio pubblico è ancora da scoprire.

Cosa significa?

Ho pubblicato il mio primo album nel 2020. Oltre a questo, uscirà una piccola raccolta con all’interno tre singoli il prossimo anno. Diciamo che sono all’inizio di un percorso che sarebbe dovuto iniziare molti anni fa, però soltanto adesso ho provato la tranquillità, la serenità e lo stimolo per dare concretezza al mio progetto. Quindi, tornando alla tua domanda, il pubblico è ancora da costruire. Punto ai miei coetanei perché possono avere più o meno la mia visione di vita, del mondo e aver magari vissuto delle esperienze simili a quello che ho vissuto anch’io.

Il pubblico di Tenerife quando ti esibisci nei locali, cosa ti restituisce? 

Per onestà di cronaca bisogna dire che in ogni mia esibizione non propongo solo i miei pezzi. Il mio repertorio è inserito all’interno di cover che attingono sia da canzoni italiane sia da canzoni internazionali. Devo dire che le persone ascoltano con curiosità e interesse, alla fine battono le mani. Se il buongiorno si vede dal mattino posso essere soddisfatto. Mi rendo conto che ancora ho molta strada da percorrere affinché possa arrivare un riscontro dal pubblico. Soprattutto da parte di chi ama la musica cantautorale.

Vivendo a Tenerife quanto è difficile farsi conoscere dal pubblico italiano? 

Più del solito. È difficilissimo. Infatti, c’è in progetto la partecipazione a qualche rassegna, a qualche evento, a qualche concerto. Prima però è importante costruire il materiale, avere delle canzoni, dei social che siano visibili, inoltre che le canzoni siano presenti negli store digitali. La comunicazione oggi è essenziale e fondamentale e i social aiutano tantissimo. Per presentare il proprio progetto perlomeno c’è la possibilità di dar modo a un eventuale ascoltatore di scoprire chi sono attraverso la rete, tutti i canali che oggi sono disponibili. Certo.

È stata la pandemia che ti ha portato a Tenerife?

Quando è scoppiata la pandemia ero qui ormai da tre anni, è stata una scelta consapevole di vita.

Quando si rovista nella scatola dei ricordi che cosa si può trovare?

Eh, si può trovare davvero tanto. Questo è un esperimento che a me piace fare tantissimo. Mi ritrovo spesso a scrivere frasi che magari trovano riscontro in avvenimenti accaduti chissà quanti anni fa. Una cosa è certa: non ho né grandi rimpianti né ho mai rinnegato le mie scelte. Sono convinto che la vita vada vissuta e le decisioni, al momento che vengono prese, se siamo convinti è inutile rinnegarle tempo dopo se qualcosa non va come ci aspettavamo. Rimpiangere o rinnegare a distanza di tempo non ha senso. Quindi, all’interno della scatola dei ricordi, c’è una grande serenità, anche se chiaramente ci sono delle cadute, ci sono dei giorni tristi, però, fa tutto parte del vissuto e … va bene così.

Quanta vita c’è in una parola in musica?

Mamma mia … penso tutta. Vale come risposta?

Certo! Una curiosità: cos’è che ti fa sorridere?

In generale mi fa sorridere chi si accanisce in discussioni sterili o è alle prese con posizioni non costruttive o inutili. Ecco queste cose mi fanno sorridere

I tuoi sogni si sono avverati?

Direi che in buona parte si sono già avverati: il trasferimento a Tenerife, il consolidamento della mia famiglia con la mia compagna che oltre a essere appunto la mia compagna, è una grande amica e un’ottima collaboratrice. Lei canta spesso nelle mie canzoni, ho musicato due canzoni scritte da lei che sono all’interno dei miei dischi. Infine, il progetto musicale che piano piano prende sempre più forma e quindi assolutamente sì. Mi ritengo a un ottimo punto e sono molto soddisfatto. 

Quanto è difficile il percorso del musicista?

Difficilissimo … se lo si vuole fare seguendo determinati parametri e quindi studiare e formarsi a livello sia tecnico sia di formazione culturale. Cosa, questa, che ritengo di aver fatto e di essere fortunato di avere avuto le possibilità di farlo. Siamo negli anni dei talent, negli anni delle mode che la fanno da padrone, dove il digitale ha reso tutto da una parte semplicissimo, ma dall’altra anche molto vuoto, senza fondamenta e senza basi. Quindi, per un musicista che vuole buttarsi nella mischia con qualche canzone che deve durare quattro mesi facendo ballare le persone in spiaggia senza tirar fuori la propria identità può anche essere semplice, invece, per chi vuole fare le canzoni, rispettando i propri gusti, rispettando i propri canoni e seguendo quella che è la formazione musicale di qualche anno fa, diventa difficile.  

Cosa si cela tra Nisida ed Atlantide?

È il nome che ho dato al progetto, con un doppio significato su entrambi i nomi. Innanzitutto, Atlantide è un percorso che ha segnato il viatico del mio essere cantautore. Nisida è un’isoletta fantastica nel Golfo di Napoli, c’è una bellissima canzone di Edoardo Bennato, che sentivo quando ero ancora adolescente. L’ho visto molte volte nei concerti e, quindi, posso dire che la mia passione è nata lì. Sia come ascoltatore sia come musicista, la musica, è quel percorso che ti conduce alla ricerca di Atlantide. È quel luogo che rappresenta da una parte il posto misterioso che si cerca di raggiungere, ma si potrebbe anche non raggiungere mai, dall’altro è il titolo di una delle più belle canzoni di Francesco De Gregori. È il traguardo.

Come vivi le sue giornate a Tenerife?

Il 50% delle mie giornate sono dedicate alla musica e a scrivere nuovi pezzi, per il resto tutte le sere mi esibisco nei locali dalle due alle tre ore, sette giorni su sette. Se a tutto questo aggiungiamo le esigenze di vita normale: manca il tempo!

Progetti?

Entro la fine dell’anno saranno usciti i miei tre singoli, il primo è uscito a ottobre, ne uscirà poi uno a novembre e uno a dicembre. L’anno prossimo ci sarà un evento molto bello, organizzato in una località che si chiama la “Finca della musica” che è gestita da un caro amico, un italiano che è un pianista molto bravo, faremo lì un evento di presentazione. Ci sarà anche una diretta streaming, sarà un bellissimo evento. In quella occasione lancerò il mio terzo album che sarà una raccolta di alcune canzoni dei due dischi precedenti e all’interno ci saranno questi tre ultimi singoli, probabilmente anche uno strumentale nuovo che sto mettendo a punto proprio in questi giorni.

Dove possiamo ascoltare i tuoi pezzi?

Nei vari canali social e digitali, trovate tutte le informazioni nei miei profili (www.tranisidaedatlantide.com) oppure su Spotify. 

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