I consulenti finanziari, per le richieste di mutuo, pongono ostacoli sulla anamnesi sanitaria

“Pensavamo di averle viste tutte da parte delle grandi compagnie assicurative, che alla sottoscrizione di un contratto sottopongono i potenziali acquirenti a umilianti trafile con indagini capziose e imbarazzanti sul proprio stato di salute. Purtroppo al triste e criticabile elenco, si aggiungono ora gli istituti bancari, iter che non fa onore alla grande tradizione che vantava tale istituzione di prim’ordine”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Maritato che spiega: “Comincia a essere un numero cospicuo quello dei cittadini che si sono rivolti a noi, lamentando che, di fronte a un funzionario di banca per trattare la richiesta di un mutuo, hanno trovato difficoltà. Impedimenti non dovuti al lavoro precario, così frequente in questi tempi, o a possibili situazioni di futura insolvenza per svariati motivi o ancora, per l’esiguità della retribuzione. Si sono visti rifiutare tale essenziale possibilità a causa di pregresse condizioni di salute, ovvero sono persone reduci da una malattia oncologica, perfettamente uscite dal tunnel ma guardate con sufficienza dalle banche: una situazione inconcepibile, una eugenetica della elargizione che non ha alcuna giustificazione normativa, tantomeno umana. La banca diventa un consulente sanitario. E come la mettiamo con infarti, incidenti, accidenti vari? Un consiglio ai consulenti bancari ci sentiamo di fornirlo: lasciamo la medicina predittiva alla ricerca. Per la finanza, proviamo a essere dalla parte del cittadino e non viceversa”, chiosa Maritato.

 

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