Vittime medici e infermieri del pronto soccorso, sotto i colpi di un utente in stato di alterazione alcolica

“Ė successo di nuovo e c’era da aspettarselo. Un paziente in attesa, in evidente stato di alterazione alcolica, ha colpito medici e infermieri del pronto soccorso dell’ospedale di Monterotondo. Non è passato neanche un mese dall’ultima aggressione nel nosocomio della provincia romana e l’inquietante fenomeno si ripete, senza che nessuno prenda idonei provvedimenti”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “La carenza di personale e il sovraffollamento in determinati reparti di ospedali e Asl, in particolare quelli dell’emergenza, fa scaturire e aumenta il fenomeno delle aggressioni che riguarda fortemente la categoria più esposta, quella di coloro che si trovano in prima linea. Altro che eroi, si tratta evidentemente di vittime innocenti e non tutelate, che scontano tutte le disfunzioni della nostra sanità. Nelle nostre frequenti incursioni nelle strutture sanitarie – precisa il presidente – abbiamo potuto riscontrare come infermieri e medici subiscano aggressioni per attese ritenute troppo lunghe o problematiche similari. Il paziente che viene in ospedale, magari per un problema cronico da mesi e mesi, attende ore e ore in pronto soccorso e aggredisce il personale perché si aspetta di risolvere in breve tempo. Su tutto pesa la scomparsa dei posti di polizia ormai scomparsi da anni per le note carenze di organico, che sarebbero un forte deterrente per episodi del genere. Siamo ormai un Paese allo sbando – si rammarica Maritato – in cui vengono a mancare servizi essenziali a garantire la primaria assistenza e la pacifica convivenza”.

 

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