di Barbara Fabbroni

Le angolazioni della vita sono così variegate e dense della loro cifra che spesso conducono in viatici inattesi regalando un nuovo punto di osservazione e approdo. La magia della vita è racchiusa in ogni mèta raggiunta, voluta, desiderata, conquistata, dove è possibile sentirsi in un porto sicuro. Fabio Camillacci, giornalista, doppiatore, personaggio e volto noto sia televisivo sia radiofonico mette un nuovo diamante nel suo nutrito curriculum professionale. Sarà la voce di Kent Brockman de “I Simpson”. Dopo tanti attori famosi, in pellicole importanti, cui ha dato la voce, arriva questa nuova avventura nel doppiaggio che come ha detto lui stesso: “Quasi non ci credevo: sono impazzito dalla gioia!”. Un traguardo senza dubbio meritato che giunge in un intenso momento di lavoro e successo. Fabio Camillacci è un professionista serio, attento, scrupoloso, che ha fatto del suo mestiere una ragione di vita. Incontrarlo è stato un onore oltre che un piacere, accedere al suo mondo ha aggiunto qualcosa in più al significato e al senso dell’incontro di buberiana memoria.

Caro Fabio, una vita piena di successi?

Una bellissima carriera che inizia nl 1989.

Come hai iniziato?

Il mondo dei media entra nella mia vita sin da giovane. Radio e televisione, carta stampata, e carriera di doppiatore sono i luoghi lavorativi dove inizio a muovere i miei passi. A metà degli anni ’90, ancora giovane, inizia la mia avventura nel campo del doppiaggio. Non è stato semplice, ma ogni avvio ha sempre le sue difficoltà. La difficoltà nel doppiaggio sta nell’interpretare il labiale degli attori a cui dare voce. Un doppiatore è fondamentalmente un attore. Io ero e sono un giornalista che si è ritrovato a fare il doppiatore senza aver fatto alcuna scuola di doppiaggio tanto meno di recitazione.

Il caso non esiste, avranno visto in te delle potenzialità?

Fu Teo Bellia, all’epoca lavorava con me a RDS. Ricordo che mi disse: “hai una bella voce perché non vieni a fare doppiaggio?”. Lui è stato il mio mentore.

Poi succede che?

Il doppiaggio prende vita. Come direttrice di doppiaggio ho avuto Daniela Poggi e Paola Tedesco, due attrici famose. L’interpretazione del labiale all’inizio mi ha messo in difficoltà ma poiché sono tenace la sfida mi ha appassionato. Mi resi conto, invece, che erano per me più facili le parti di speaker, giornalisti, cronisti, telecronisti e radiocronisti; soprattutto fuori campo. Interpretavo bene ciò che ero e sono nella vita reale.

Che cosa ricordi di quel periodo?

Ho fatto una parte di un film di cui non ricordo nemmeno il nome. Interpretavo un’anestesista, non riuscivo a dire la frase, l’avrò ripetuta mille volte.

E cosa è successo alla fine?

Alla fine, non sono riuscito a farla perfettamente rendendomi conto che avevo solo una bella voce. Non ero bravo nel fare l’attore; non riuscivo a rendere bene l’interpretazione. Nel tempo e con l’esercizio sono migliorato e cresciuto.

La vita accade così come il tuo percorso nel doppiaggio?

Nel 2005 mi contatta Fiamma Izzo, aveva bisogno di una voce antica con uno stampo giornalistico. Dovevo doppiare un giornalista famoso. La vicenda si svolgeva a Monaco di Baviera nel ’72. Un gruppo di terroristi avevano preso in ostaggio degli atleti israeliani, il film era “Munich” diretto da Steven Spielberg, dove ho doppiato un giornalista. Era una voce fuori campo. Da qui poi si sono aperte tante opportunità nel doppiaggio, tanto che, a volte, guardo il mio curriculum e mi sorprendo nel vedere quanti personaggi di film ho doppiato.

Qualche film dove sei stato doppiatore?

Dopo “Munich” sono arrivate altre grandi soddisfazioni con parti importanti in: “Goal 2”, “American Gangster”, “State of Play”, “In Amore Niente Regole”, “Il Caso Tortora” e tanti altri. Fino ai recenti “Crudelia”, “The Tomorrow War” e “Full Time”.

Piano piano arriviamo a oggi, interpreterai un personaggio importante de “I Simpson”?

Sono stato scelto per fare la nuova voce di Kent Brockman de “I Simpson. Per molti anni Kent Brockman è stato doppiato dal fantastico Federico Neri. Purtroppo, è venuto a mancare a fine 2021. Ho partecipato a una selezione indetta da Mediaset attraverso la Pumais due delle sorelle Izzo, con cui collaboro da anni, quando ho fatto il provino non sapevo della sua morte.

Quando ti hanno comunicato che eri stato scelto?

Quasi non ci credevo: sono impazzito dalla gioia!

Il pubblico amerà la tua voce?

Ho un pizzico di preoccupazione perché parliamo di una serie gloriosa e storica come “I Simpson. Il pubblico è esigente, si affeziona alle voci dei personaggi.

Avete già doppiato qualcosa?

Si! Sto dando il massimo in questa esperienza, per non far rimpiangere Federico Neri e per ringraziare sia il gruppo Mediaset per la fiducia accordatami sia le sorelle Izzo con cui collaboro da molti anni.

Una bella soddisfazione?

Sì, la soddisfazione è enorme. Sono un giornalista che non vive di doppiaggio, non è il mio lavoro principale; quindi, la soddisfazione è ancora più grande quando ti chiamano. Sai, a volte, immagino la soddisfazione che i grandi doppiatori come Ferruccio Amendola possano aver avuto doppiando i grandi attori americani come Stallone e Al Pacino. Sono esperienze intense, dense di pathos ed emozioni indescrivibili. Oppure un altro grande del doppiaggio come Tonino Accolla, una pietra miliare per la storia del doppiaggio italiano.

Facciamo un passo indietro e torniamo a Kent Brockman, lui è un giornalista?

Si, ma è un cartone animato, la cosa è un po’ più complicata. Lui parla impostato da giornalista ma capita che, a volte, faccia un sospiro, uno sbadiglio, una risata e sai non è come con le persone che comprendi attraverso il volto qui accade all’improvviso così che trovare il ritmo e il tempo è un po’ più complicato.

Sei un appassionato de “I Simpson”?

Da ora in poi, devo guardare tutte le puntate! Ti posso dire una cosa …

Dimmi?

Quando fai un lavoro come il mio ti capita, soprattutto all’inizio, che riguardi più e più volte il film che hai doppiato oppure la trasmissione che hai condotto in televisione o ascolti quella trasmessa in radio. All’inizio mi è capitato di andare a vedere dei film più volte, comprando anche il DVD, poi con il tempo tutto si smorza. A volte non mi ricordo nemmeno i film che ho doppiato, mi capita di leggere il mio curriculum e resto sorpreso a quanti personaggi ho dato la mia voce.

Una carriera strepitosa. Sono curiosa, perché da RDS a Cusano TV?

Una storia lunga.

Raccontaci?

Sono stato quindici anni a RDS e poi, a un certo punto, ho sentito la necessità di cambiare. Volevo crescere e fare altre esperienze lavorative spaziando in altri ambiti del giornalismo. Così arrivarono alcune proposte fino a quando non sono giunto a lavorare in radio per il mio attuale editore, e poi, alla Cusano Media Group. Sono state tutte esperienze costruttive che hanno preparato il terreno portandomi dove sono adesso. Il Media Group Cusano è in forte espansione, è un bel gruppo editoriale.

Poi arrivano due format televisivi di grande successo: uno sulla storia e l’altro sui crimini, perché queste due realtà così distanti, apparentemente, tra di loro?

La storia è una mia grande passione, di cronaca nera mi sono sempre occupato sin dai primi tempi in radio. Sono due ambiti che mi coinvolgono molto, li sento parte integrante del mio mondo e del mio essere giornalista. A me piace spaziare, sono una persona curiosa, mi piace informarmi su ciò che accade. Credo sia importante per fare bene il proprio mestiere. Pensa, quando mi proposero il programma “A spasso nel tempo” ero preoccupato, così ho studiato, leggevo le riviste del settore, ho approfondito con attenzione arricchendo così anche la mia passione. Se vuoi fare bene il tuo lavoro devi essere continuamente aggiornato.

Un’ultima domanda, poi ti lascio alla tua giornata: da grande che cosa farai?

Sai da questo lavoro non si riesce ad andare in pensione, tanto meno da quello di doppiatore. Sono mestieri che ti restano appiccicati addosso e continui a farli finché la salute ti regge. Pensa a Federico Neri lui ha lavorato fino alla fine. Quindi, da grande, farò il giornalista e il doppiatore!

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