L’Associazione Università Popolare Michele Testa, in collaborazione con le Associazioni: Vivere a Colli Aniene, Assoc. Italiana Casa Onlus, L’Anfiteatro, La Chiocciolina ODV, L’Isola che non c’è, I Scoordinati, il Foro, nell’ambito della XXXIII edizione dell’Arte nel Portico, presenta l’evento culturale “Da Piero a Pier Paolo, fotogrammi d’arte”. L’esposizione dei pannelli comprensiva di spiegazione da parte del regista Alessandro Perrella si terrà sotto i portici di via D’Onofrio in prossimità della sala Falconi. Nell’anno in cui ricorre il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, nasce l’idea di realizzare “Da Piero a Pier Paolo”, un viaggio suggestivo e in gran parte inedito. Da Piero Della Francesca a Pier Paolo Pasolini attraverso mezzo millennio di storia dell’arte e del cinema, come messo in evidenza dall’evento ideato e realizzato da Alessandro Perrella.

La mostra prevede l’esposizione in via straordinaria delle foto dei costumi originali del film di Pasolini “Il Vangelo secondo Matteo”, che si rifanno agli abiti rappresentati da Piero Della Francesca nel ciclo di affreschi “La Leggenda della Vera Croce”.

Qual è il legame che unisce un pittore del Rinascimento ad un regista importante e controverso come Pier Paolo Pasolini ?

Pasolini, su suggerimento del critico d’arte Roberto Longhi, trasse ispirazione dalla serie di affreschi rinascimentali prodotti dal pittore aretino. Infatti nel 1439 Piero Della Francesca si trovava a Firenze in qualità di assistente del maestro Domenico Veneziano e poté vivere in prima persona il Concilio di Firenze dove fu proclamata l’unione della Chiesa Romana con quella d’Oriente. Nella città toscana erano convenute migliaia di persone dall’Oriente nei loro costumi ricchi e tradizionali. Alcuni anni dopo, quando il committente Giovanni Bacci commissionò a Piero Della Francesca gli affreschi della Vera Croce, il pittore vestì i protagonisti delle raffigurazioni con gli abiti orientali ancora impressi nella sua memoria. Gli stessi abiti che Pasolini e il suo costumista Danilo Donati portarono nel film “Il Vangelo secondo Matteo”.

Nel “Vangelo secondo Matteo” Piero Della Francesca torna alla ribalta nelle inquadrature con Caifa, il sinedrio e i sacerdoti. Tale richiamo è suggerito dalla citazione di un efficace particolare, che potremmo definire d’arredo, i copricapi geometrici, identici a quelli indossati dagli uomini dell’affresco pierfrancescano della “Leggenda della Vera Croce” di Arezzo, copricapi la cui funzione sarebbe errato ridurre a puro ornamento, essendo veicolo di trasmissione del senso di astrazione che le figure di Piero Della Francesca effondono.”

Alle ore 20,30 di Sabato 24 settembre si terrà nella sala Falconi di piazza Franchellucci (dietro la Coop) il dibattito e la proiezione del documentario la “Leggenda della Vera Croce” di Piero Della Francesca (regia di Alessandro Perrella). L’evento culturale è sotto il patrocinio del IV Municipio di Roma Capitale con inviti alla rappresentanza istituzionale.

Nel corso del dibattito, tra le curiosità, si parlerà dei motivi che portarono la parte progressista della Chiesa ad affidare ad una personalità controversa come Pasolini la realizzazione di quel capolavoro.

Questo evento si svolge nei luoghi dove Pasolini visse i primi anni della permanenza romana, tra i paesaggi e le persone delle borgate e l’umidità delle marane. Colli Aniene con questo evento unico ha reso omaggio a Pier Paolo Pasolini e alla sua immensa grandezza.

Responsabile comunicazione Evento Francesca Piggianelli, Presidente di Romarteventi

 

 

 

 

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